SALUTE E CONSIGLI   TIROIDITE DI HASHIMOTO

L'ipotiroidismo


Tiroide e ipotiroidismo da tiroidite di Hashimoto 

Aloe Tiroidite di Hashimoto

L’ipotiroidismo è uno stato in cui la ghiandola tiroidea funziona a un livello inferiore al normale.
Da un punto di vista pratico, per ricorrere ad una immagine molto semplice potremmo considerare la tiroide  “l’acceleratore” del metabolismo. Se la tiroide produce troppi ormoni (T3 e T4) si avranno ansia, calorosità, fretta, palpitazioni di cuore, movimenti intestinali esagerati (fino alla diarrea), aumento della pressione, sguardo brillante e teso, ecc. Tutto il contrario se la ghiandola produce troppo pochi ormoni. Queste sono tuttavia situazioni già patologiche.

Molto più frequenti sono stati in cui c’è un aumento o una diminuzione funzionale dell’attività della ghiandola, ma con ormoni ancora normali o appena alterati.

 

Bisogna anche sapere che la funzione della tiroide è regolata da un’altra ghiandola, l’ipofisi, tramite un ormone chiamato TSH. Vi è un meccanismo “a bilancia”: se la tiroide “batte la fiacca” l’ipofisi aumenta la produzione di TSH per stimolare la ghiandola, viceversa nella situazione contraria.

 

Molto frequente è una alterazione chiamata tiroidite autoimmune o di Hashimoto. L’organismo produce auto-anticorpi, cioè anticorpi contro la propria tiroide.

E’ poi abbastanza frequente un’altra situazione: che vi siano o no auto-anticorpi, l’ipofisi  aumenta la produzione di TSH già quando gli ormoni della tiroide sono ancora normali. Questo è in effetti il primo segno che qualcosa non va, e questa situazione viene chiamata “ipotiroidismo pre-clinico o sub-clinico” nel senso che non vi sono ancora sintomi o segni di ipotiroidismo.

La prassi medica corrente somministra già in questa situazione omoni tiroidei di sintesi .

Che cosa avviene allora? L’ipofisi non è in grado di distinguere fra gli ormoni prodotti dalla tiroide e quelli somministrati dall’esterno, il TSH si normalizza ed apparentemente tutto si sistema.

Quali sono i limiti e gli inconvenienti di questa terapia?

  • la tiroide non viene curata al fine di riprendere la sua attività. L’ormone artificiale verrà somministrato per tutta la vita, e la tiroide pian piano cesserà di funzionare e si atrofizzerà;
  • la produzione di ormoni non è proporzionata alle differenti situazioni di attività o riposo dell’organismo; è fissa e sempre uguale;
  • sono possibili effetti collaterali tipo ipertiroidismo, perché non sempre è facile dosare l’omone in modo ottimale;
  • la produzione di auto-anticorpi (che è il fattore che negli anni porterà a danneggiare la tiroide) a volte cessa o diminuisce, a volte no ma questo è ritenuto inevitabile;

 

E’ possibile invece (posso attestarlo per esperienza personale) curare la tiroide con l'omeopatia e l'omotossicologia riducendo il fabbisogno di ormone esterno ed a volte sospendendolo del tutto; allora è la tiroide della persona che guarisce e riprende la sua funzione.

Anche l’Aloe Arborescens sì è dimostrata molto utile nel regolare e spesso fare scomparire la produzione di auto-anticorpi, per un effetto chiamato immuno-modulante (e non immuno-soppressivo come il cortisone o altri farmaci). 

Anche i noduli alla tiroide noduli tiroidei - rispondono molto bene all'omeopatia, omotossicologia, aloe e altre cure naturali.

Ovviamente andrà curato anche l’organismo in modo olistico, come sempre si insiste in questa visione della salute e della malattia.

 

 
 
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