SALUTE E CONSIGLI   SCRITTI DEL DOTT. SIGNORI

NUCLEARE ED EMOTIVITA' di Sergio Signori


Nucleare ed emotività.

Il lupo perde il pelo ma non il vizio.

a cura di Sergio Signori

Dunque chi rifiuta il nucleare lo farebbe in base a una reazione “emotiva”. E chi invece lo sostiene? Vediamo un po’…

Del proverbio sul lupo e sul suo “vizietto” bisogna ancora riconosce la veridicità. Non è bastata Chernobyl.  Non basta ora il Giappone. Sorprende vedere come l’essere umano cambi opinione solo quando paga in prima persona , quando è personalmente colpito. Evitiamo di parlare di politica e dei politici, se non per osservare che in un paese prossimo al nostro c’è stato uno scossone politico “solo” perché c’era una posizione del governo non si dice favorevole al nucleare, ma “non sufficientemente contraria”!

Torniamo a casa nostra. Fa ancora più male constatare che non sono solo i camaleonti della politica a restare aggrappati al nucleare; anche persone come noi insistono su questa opportunità. Mi sono chiesto a lungo quale sia la motivazione profonda di questo atteggiamento, e ho trovato una possibile spiegazione. Nonostante molti a vari livelli affermino che non bisogna prendere decisioni in base a “risposte emotive”, non siamo assolutamente d’accordo. Riteniamo completamente errato l’ideale illuministico di una “ragione pura” svincolata dalle emozioni e dagli affetti. Riteniamo errato il detto “il sonno della ragione genera mostri”. I mostri (lager, campi di sterminio, pulizia etnica e tante altre atroci realtà del passato e del presente)  sono generati dall’impiego di una intelligenza completamente scissa dal cuore. Da anni condividiamo il parere di quegli scienziati che affermano che non c’è vera intelligenza se non è, appunto,  “intelligenza emotiva”, meglio ancora “intelligenza affettiva”.  Anche perché sono proprio le e-mozioni (da e-movere, spingere al movimento a partire da qualcosa) a sollecitarci verso una o un’altra direzione, che siano più o meno profonde e consapevoli e in barba a chi ritiene di essere mosso solo da considerazioni razionali…la vera Intelligenza nasce solo da una integrazione consapevole fra mente e cuore…

L’ipotesi è, dunque, che alla base di questa per noi incomprensibile affezione al nucleare vi sia proprio una componente emotiva, un vissuto profondo, non so nemmeno quanto consapevole … e questa componente si chiama  potere, desiderio o bisogno di potere. C’è chi vuole detenere il potere, chi ama  (o ha un profondo bisogno di) delegare qualcuno a gestirlo per lei/lui, e c’è chi ha bisogno di pensare di poter disporre di cose “forti”.  Dunque col nucleare ho in mano, gestisco, controllo un grande potere. Quale altra profonda motivazione per rifiutare energie rinnovabili, “pulite”, innocue ?: Ma con queste risorse l’energia viene prodotta capillarmente, quasi casa per casa o per ambiti non molto grandi… col nucleare la fonte energetica viene concentrata in poche centrali, dove si accumula una energia spaventosamente grande. Sarà questo il “monstrum” (cosa che spaventa e affascina al tempo stesso) che ancora seduce molte persone, che rifiutano le “reazioni emotive” e ritengono che il nucleare sia la risposta più adeguata al fabbisogno energetico di noi tutti ? Dunque una enorme energia “controllata”, con tecnica e razionalità . Sull’illusorietà di questo “controllo” (che sia  annullato da un terremoto o da una guerra o da un errore umano) lascio ogni considerazione a voi…

E’ un’ipotesi, un’ipotesi per placare l’incredulità nel vedere ancora affermato il bisogno e l’opportunità dell’energia nucleare. Dubitate  del fascino del potere? E’ stata la terza tentazione per Gesù, come dire l’estrema arma messa in campo dal Principio di Divisione… che si creda o no che fosse un cimento fra il Male e Dio fatto uomo, mi sembra comunque molto significativo…

Meno potere dunque, sia a chi avrebbe un enorme guadagno economico o un enorme potere politico, sia a chi ne ha bisogno proprio a livello emotivo profondo (ovviamente mascherato da considerazioni molto “razionali”). Credo di interpretare il pensiero della maggior parte almeno (se non di tutti) dei soci dell’Associazione ripetendo e ribadendo con la massima convinzione la frase: nucleare ? NO grazie … con tutta l’emozione che l’accompagna!

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