MEDICINA OLISTICA   STATI DI COSCIENZA

EDITORIALE SYN 2013: Iniziamo la Rinascita.


 
Dunque, siamo ancora qui... già molti hanno scherzato sulla mancata “fine del  mondo” per cui invece di insistere su questo
ricorderemo che era anche previsto che la fine del 2012 costituisse una specie di “fondo” dopo il quale... non si può che risalire! Questo concetto, che potrebbe sembrare grossolanamente ingenuo, ha ricevuto innumerevoli conferme in vari ambiti come le scienze psicologiche e sociologiche ma perfino in Fisica a partire da Prigogine che nel 1977 ricevette il Nobel proprio per la sua scoperta sui sistemi complessi (come i sistemi viventi) che trovano l’Energia per riorganizzarsi a un livello superiore proprio nei momenti di maggiore fragilità. Già ad inizio 2010 richiamammo l’attenzione sui molti motivi di speranza per una umanità nuova. Rivediamoli sinteticamente. Antropologia. È stato osservato che ci sono popolazioni e società in cui il grado di aggressività e di bellicosità è molto più basso che nelle nostre. Queste comunità umane sono caratterizzate dal fatto che i bambini ricevono una buona dose di contatto affettuoso dalla madre e dalle persone della comunità stessa per tutto il primo anno di vita e anche in seguito.
1) Scienze umane. Forse in base, e comunque parallelamente, a queste osservazioni sono sempre più numerosi gli scienziati che ritengono fondamentale il periodo primale della vita (dal concepimento al compimento circa del primo anno di vita). Vedansi le esperienze pilota di nascita non-violenta (come la clinica di M. Odent a Pitiviers) e di Haptonomia .
2) Scienze della comunicazione. Le ricerche e gli studi scientifici sulla comprensione della funzione del contatto e della carezza sono notevolmente aumentate negli ultimi cinquant’anni. “Il presupposto di una interazione efficace e non disturbata è che ciascuna parte si accorga del punto di vista dell’altra”.
3) Neurofisiologia. La scoperta dei “neuroni specchio” ci ha dato le basi neurofisiologiche per essere certi che siamo perfettamente “attrezzati” per l’empatia, cioè la possibilità di immedesimarsi in quanto accade a un’altra persona. La comunicazione empatica è la forma di comunicazione “non violenta” per eccellenza, da cui è escluso il giudizio, ma anche il consiglio e l’interpretazione. Epigenetica. Scienza che ci informa che l’ambiente e le nostre convinzioni sono in grado di modificare niente meno che i geni, che sono le molecole che informano le cellule su tutte le loro attività. Impossibile non citare B. Lipton, che dopo avere dimostrato con la biologia molecolare quanto appena detto.
4) nel suo ultimo libro
5) richiama l’attenzione sull’assoluta necessità di passare dalla sfera individuale a quella collettiva riprendendo tra l’altro il concetto di “massa critica”, numero di persone, molto piccolo in realtà, sufficiente per fare avvenire cambiamenti insospettabili in un
numero molto più grande di persone. A conferma di questo citeremo nuovamente un fatto storico che ne dimostra la concreta
possibilità: Sociologia. Nel 1999 nella città di Washington la presenza di quattromila persone che praticavano una tecnica chiamata Meditazione Trascendentale indusse - nell’arco di otto settimane - una drastica riduzione dei crimini, come attesta una dichiarazione ufficiale della Polizia di quella città. Dopo la partenza dei meditanti, in pochi giorni tutto tornò come prima.
Fatti come questo (e l’esperienza è stata ripetuta decine di volte su scala minore) dimostrano le profonde connessioni che esistono fra gli individui e le collettività. Recentissima è poi l’esperienza chiamata Censimento globale (www.censimentoglobale.it) promosso dal Club di Budapest italiano, cui hanno aderito oltre1.300.000 persone.
Siamo tanti! Tanti a desiderare - ma è soprattutto importante crederlo possibile – una “civiltà empatica” basata sulla cura delle relazioni umane, del periodo primale, del rispetto per tutte le forme di vita e dell’ambiente, su forme di economia basate sulla cooperazione e non più sulla competizione. Su quest’ultimo punto Lipton (già citato prima) contrasta perfino Darwin e la sua tanto accreditata teoria dell’evoluzione basata sulla sopravvivenza degli individui più forti, dimostrando che fin dal livello cellulare l’evoluzione è in realtà proporzionale alla capacità dei singoli di collaborare creando insiemi più complessi e funzionali.
Insieme è possibile. Sia questa dunque la convinzione e il principio guida della Nuova Umanità.
 
 
A cura di Sergio Signori
 
1) J. Liedloff, Il concetto del Continuum. Ed. La Meridiana
2) F. Dolto, Come allevare un bambino felice e farne un adulto maturo. Ed. Mondadori
3) P. Watzlawick, Pragmatica della comunicazione umana
4) B. Lipton, La Biologia delle Credenze
5) B. Lipton, Evoluzione spontanea
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