MEDICINA OLISTICA   GUARIGIONE OLISTICA

Guarigione spirituale


Che senso ha la malattia? Cosa vuol dire guarire?             

Guarigioni  sorprendenti, ma documentate,  in tempi passati e contemporanei sono avvenute  ad opera della preghiera, dell’intenzione, della convinzione di guarire o semplicemente del fatto che una persona non attribuiva alla malattia l’importanza che siamo abituati a darle. Casi clamorosi:  cancri dissoltisi come neve al sole, fratture ricomposte con l’energia delle mani o con l’intenzione di un gruppo di persone, ferite guarite in modo apparentemente miracoloso ecc.  Se volete conoscere un buon numero di queste guarigioni  vi segnalo due libri, ma ce ne sono tanti altri:

Il potere curativo della preghiera” di L. Dossey delle edizioni RED e “Tutto è Uno” delle Edizioni Urra.

Che senso ha tutto questo? La Scienza, la Medicina rifiutano questi fenomeni e, qualora li considerino, li ritengono inspiegabili. Come mai? Questi fenomeni sono davvero inspiegabili?E’ proprio vero che la Scienza, per essere tale, deve prescindere da questi fatti straordinari?

A parte gli eventi straordinari, cosa sono la malattia e la guarigione? La spiritualità deve necessariamente restare separata dalla conoscenza scientifica e quindi dalla Medicina? di quale Scienza, di quale Medicina stiamo parlando? La Scienza e la Medicina devono continuare a restare quelle che siamo abituati, o che siamo stati condizionati, a conoscere?

      Nel 1400 avvenne un movimento di pensiero chiamato Umanesimo seguito dal Rinascimento che ci viene di norma presentato come  il passaggio dal buio del Medioevo alla luce dell’Età Moderna. Non si discutono i progressi nelle arti, nei mestieri , nelle abilità manuali e probabilmente anche in altri campi della conoscenza e della vita. Poiché però sul pianeta Terra la luce si mescola di regola  con l’ombra, l’Umanesimo segnò anche l’inizio di una desacralizzazione crescente; questa  da un lato portò il pensiero umano - e le Scienze in particolare - ad affrancarsi dal dogmatismo religioso (emblematico a questo proposito il caso di Galileo Galilei, costretto ad abiurare su ciò che constatava con la ragione ed i sensi in nome di una presunta verità fondata sui testi sacri; proseguì comunque per altri due secoli la terribile opera dell’Inquisizione, rivolta soprattutto alle donne, che la memoria storica non può e non deve dimenticare; sarebbe come dimenticare l’Olocausto. Tra l’altro la caccia alle streghe tolse alle donne a suon di torture e roghi ogni minima possibilità di curare se stesse ed i propri familiari o chicchessia con le erbe, funzione che le donne avevano tradizionalmente da tempo immemorabile. Si giunse all’assurdo che bastava che una ragazza o una donna fossero viste raccogliere erbe da sole per poter essere sospettate di stregoneria..

Questa profonda trasformazione nel pensiero e nella coscienza collettiva portò in seguito alla esasperazione del Razionalismo; espressione emblematica di questo cambiamento culturale si può considerare la celeberrima frase di Cartesio “Cogito ergo sum”, secondo la quale si potrebbe identificare il fatto di esistere con quello di pensare. Infatti seguì un periodo chiamato “Illuminismo” alludendo alla luce della Ragione contrapposta al buio dell’ignoranza

Si giunse così alla visione meccanicistica e deterministica; questa concepisce l’Universo come una gigantesca macchina; la Vita e la sua Intelligenza, la Coscienza, sarebbero un prodotto casuale di forze non ben definite;  la Scienza, che aveva avocato a sé il diritto di essere laica, di dedicarsi allo studio dei fenomeni sensibili col metodo sperimentale, lasciando ad altri “le cose dello Spirito”, concluse ad un certo punto che “poiché non si può dimostrare l’esistenza di Dio, si deve dedurre che non esiste”. Si giunse anche all’assoluto predominio della conoscenza logica e deduttiva  (“Maschile”) su quella sintetica e intuitiva (“Femminile”), monopolio di fatto che si può ben considerare, per la dimensione e la profondità che ha assunto nella Coscienza collettiva, una autentica rivoluzione

   A partire dalla rivoluzione industriale la scienza occidentale ha conseguito risultati stupefacenti, diventando una forza potente che modella la vita di milioni di persone; i suoi orientamenti materialistici e meccanicistici hanno sostituito completamente la teologia e la filosofia quali principi-guida dell’esistenza umana.

 Noi non ci rendiamo conto di quanto profondamente i nostri pensieri, le nostre scelte, la percezione stessa di ciò che chiamiamo “la realtà” siano condizionati da questi principi. Noi vediamo (letteralmente), pensiamo, interpretiamo e ci regoliamo secondo un modello culturale del quale non ci rendiamo nemmeno conto; a loro volta gli scienziati alla luce di questo modello (o paradigma come qualcuno preferisce chiamarlo) adottano criteri di scelta rigidi e codificati, spesso senza nemmeno rendersene conto o considerando questo modello il modello, l’unico che meriti l’appellativo di “scientifico”.

Secondo Kuhn, un grande epistemologo,  i modelli o paradigmi giocano un ruolo determinante ma complesso ed ambiguo nella storia della conoscenza; da un lato  essi sono necessari per il progresso scientifico ma ad un certo grado del loro sviluppo  essi fungono da autentiche “camicie di forza” concettuali che ostacolano fortemente la possibilità di nuove scoperte e l’esplorazione di nuove aree della realtà. Così, osservazioni e dati in contrasto col modello meccanicistico dell’Universo tendono ad essere scartati o soppressi, ed i progetti di ricerca non in linea con il modello dominante non vengono sostenuti e chi li propone viene ostacolato o deriso.

   Ora è importantissimo rendersi conto di questo, perché il considerare questo modello come l’unico possibile o il migliore rende spiegazione delle incomprensioni che inevitabilmente si creano fra  chi la pensa così e quanti invece lo ritengono ormai inadeguato sotto molti aspetti e su molti fronti.

La  nozione fondamentale del modello scientifico tradizionale è quella di dimensione “oggettiva”, in contrasto con  ciò che è “soggettivo”, ritenuto passibile di errore e di interpretazioni personali. Secondo questo modello esiste quindi una realtà oggettiva, esterna a noi che la esploriamo con i sensi e, a livello cognitivo, con la nostra mente, con la ragione analitica, possibilmente senza farci coinvolgere dalle emozioni e dai sentimenti; la dimensione spirituale viene ritenuta estranea a questo ambito, e quindi non deve interferire con la ricerca e la pratica della Medicina. La Scienza, però,  dimentica spesso che si era assegnata l’ambito dei fenomeni che cadono sotto i cinque sensi, e tira spesso conclusioni che non le competono; siamo arrivati quindi col tempo al materialismo, alla negazione del Trascendente in nome del fatto “che non se ne può dimostrare l’esistenza” e cose del genere. Bisogna sapere, a questo proposito, che Newton e Cartesio, due grandi del passato che hanno segnato profondamente in questo senso la storia della scienza, erano entrambi credenti in Dio; il passaggio al materialismo è avvenuto in seguito. D’altra parte, la celebre frase di Cartesio citata prima, identificando il fatto di esistere con quello di pensare riduce enormemente il potenziale umano escludendo tutti gli stati di coscienza che vanno al di là della mente, e che sono i più necessari per liberarci dalla schiavitù del pensiero compulsivo

   Alla luce di questo modello l’Universo risulta essere una specie di meccanismo ad orologeria gigantesco e totalmente inanimato, regolato da ferree leggi di causa ed effetto, che dovrebbero rendere tutto, prima o poi, misurabile, riproducibile e prevedibile.

Se si pensa che esista un Dio, è concepito come al di sopra e comunque al di fuori dell’Universo materiale, che ha creato e che in certo qual modo “controlla” e giudica

  Veniamo ora al soggetto della conoscenza; vale a dire: come conosciamo noi l’Universo, la “realtà”? Qual è il mezzo di indagine che abbiamo a disposizione?  In definitiva,  “chi è”  il conoscitore?   Quando si è occupata del conoscitore, la scienza lo ha identificato con la psiche o mente, che ha trattato comunque al solito modo: come un oggetto da studiare dall’esterno: peccato che alcuni fenomeni (che sembra non siano così eccezionali come si potrebbe credere) come quello che accade in situazioni di morte apparente o di anestesia generale o di gravi, imminenti pericoli  ci costringano a concludere che noi continuiamo ad esistere e a percepire anche quando la mente ordinaria è esclusa.

Inoltre la Scienza ha dichiarato la conoscenza analitica, logica, razionale, matematica l’unica forma di conoscenza o la più elevata (e questo è entrato molto profondamente nella coscienza collettiva dei più); l' intuizione, la conoscenza per analogia o per simboli è stata finora una vera cenerentola, guardata con sospetto perché tacciata di “soggettività”. Non per nulla, tra l’altro, la prima è una forma di conoscenza  più tipicamente “maschile”, la seconda più “femminile”; non sarà dunque un caso che sia stata privilegiata la prima, dato che proveniamo da millenni di maschilismo imperante.

   Vediamo ora quali sono le conseguenze di questo modello nelle sue applicazioni alle scienze biologiche, in particolare alla Medicina e alla Psicologia. Se è infatti innegabile che in altri ambiti questo modello abbia consentito spettacolari successi i suoi limiti si mostrano più notevoli proprio nell’ambito delle scienze umane.

Divisione fra corpo, mente e Spirito

Divisione del corpo in parti indipendenti

Divisione fra organismo ed ambiente

Divisione fra organismo e  malattia

Concetto di “misurabilità”; ciò che non è misurabile non viene considerato degno di essere indagato.

Obbligatorietà per la Medicina di applicare un modello statistico; questo però azzera le differenze individuali e porta ad escludere realtà che non coinvolgano grandi numeri di persone

Modello quantistico-olografico

    Da un secolo, ormai, la Fisica parla un linguaggio diverso, il linguaggio della Fisica quantistica, che sovverte completamente questo modello prospettando un Universo… completamente diverso.

Richiamiamo anche qui i punti più significativi, quelli che hanno più implicazioni con l’argomento di cui stiamo parlando

Nella visione tradizionale le cose sarebbero costituite da molecole e da atomi e poi da particelle sempre più piccole, fino a…? Ebbene non è così: ad un certo punto queste particelle scompaiono e diventano onde, pura energia; ancora più strano: a seconda dei casi, una onda può diventare particella e viceversa

A livello di atomi l’unica differenza esistente fra un elemento e l’altro (Idrogeno e Ferro, Oro e Piombo) è data esclusivamente dal numero di cariche elettromagnetiche che costituiscono l’atomo stesso

Alcuni fisici lavorano da anni alla teoria chiamata della “super-stringa”; in sostanza, le tre Energie fondamentali che conosciamo, nucleare, elettromagnetica e gravitazionale sarebbero unificabili in una unica Energia

Lo spazio ed il tempo non sono entità assolute e indipendenti della materia: sono collegati l’uno all’altro e si sperimentano solo nel livello ordinario di percezione (v. fenomeni di sincronicità e fenomeni non-locali)

In molti esperimenti di fisica quantistica  non funziona più il principio di causa ed effetto, che è uno dei cardini della nostra mentalità scientifica; in altre parole, producendo un evento (causa) non è possibile prevedere cosa succederà (effetto)

Sembra non sia affatto vero che “la realtà esterna a noi” esista indipendentemente da noi:

 le particelle-onde si comportano in modo diverso se vengono osservate o no

Alcuni fisici affermano che le particelle-onde sembrano “intelligenti” o dotate di “coscienza”. Alcune particelle-onde mostrano un altro comportamento sorprendente: una volta venute in contatto restano connesse per sempre, a qualunque distanza siano e si comportano come se contemporaneamente una “sapesse” cosa fa l’altra

    La Coscienza non è dunque un “prodotto” del cervello; la Coscienza sembra pre-esistere,  essere il dato fondamentale. Non esiste una Materia “inerte e inconsapevole”

 Stati di coscienza

Ciò che noi pensiamo può veramente modificare la realtà: “Cambia modo di vedere e ciò che vedi cambierà”

 Ora, il mondo che si prospetta alla luce di queste conoscenze sarebbe più o meno così:

L’Universo è veramente “uni-versus”, letteralmente “rivolto in un’unica direzione”, quindi uno; come mai non lo percepiamo così, ma percepiamo noi stessi e tutte le cose separati?

Possiamo trarre un’immagine, per comprendere questo, dai canali, o programmi televisivi: se vedo un programma (chiamiamolo canale A) non posso vedere tutti gli altri, anche se le onde che il televisore potrebbe farmi vedere esistono; io però non le vedo finchè non mi ci sintonizzo: la visione di un canale esclude quella degli altri; supponiamo quindi che ciò che chiamiamo  “la realtà” siano i programmi, ed i nostri organi di senso siano il televisore; esistono allora – molto schematicamente - tre piani di “realtà”: quello fisico (chiamiamolo canale A) sul quale noi siamo ordinariamente “sintonizzati” (cioè è quello che percepiamo quasi esclusivamente) e che la scienza tradizionale quasi esclusivamente considera; è la dimensione della materia densa;  questo è il regno della separazione: qui tutto appare diviso e indipendente; quello energetico (chiamiamolo canale B): elettromagnetismo, gravità, calore, energia atomica ecc; questo lo percepiamo già più meno o parzialmente: percepiamo il calore, la luce, la forza di gravità, ma poche persone percepiscono altre forme di energia che pure ci sono (es. un campo elettromagnetico, l’avvicinarsi di un temporale, i cambiamenti di tempo ecc); se vedessimo i raggi infrarossi e/o gli ultravioletti (che pure sono ancora una piccola parte di tutti quelli che esistono) la nostra visione del mondo cambierebbe completamente e già le cose ci sembrerebbero meno divise

C) quello dei fenomeni non-locali e sincronici (canale C), noto finora solo alla fisica quantistica: è un livello dove tutto è interconnesso, cioè unito, e nel quale addirittura lo spazio ed il tempo cessano di esistere. Questo non lo percepiamo quasi mai, se non in certi momenti di grazia che però ordinariamente  tendiamo subito ad ignorare

Il fatto che siamo sintonizzati quasi esclusivamente su canale A non esclude tuttavia che esista canale B e soprattutto che esista canale C.

   E’ bene  ora tornare ad una enunciazione di alcuni fisici quantistici: la divisione fra tutto quanto esiste, fra noi e gli altri, fra noi e gli oggetti, fra noi e l’Universo è illusoria: tutto è intimamente e inscindibilmente unito a tutto il resto ! anzi tutto, noi e tutto il resto, è un’unica cosa.

  Capite bene che questo cambia  completamente il modo di vedere le cose e quindi di comportarsi, e di affrontare i problemi. Diventano infatti spiegabili, o almeno indagabili, cose che la scienza meccanicista ha finora escluso o deriso, come:

  • i fenomeni paranormali
  • la radioestesia
  • la radionica
  • l’astrologia
  • i fenomeni di pre-morte
  • e perfino i miracoli

   Applicando il modello alla Medicina, si comincia oggi a parlare di Medicina quantistica; diventano possibili, comprensibili, e scientificamente spiegabili, cose come

la guarigione ad opera della preghiera

la guarigione con la visualizzazione

la guarigione a distanza

la guarigione per intima convinzione della persona che guarirà

la guarigione sotto ipnosi

la guarigione per “suggestione” o per “effetto placebo”, che non è più concepita come qualcosa di negativo.

la cura con frequenze, suoni, colori, forme

 

Veniamo ora al Guarire. Che significato ha la malattia?

La malattia è un messaggio. Cosa significa Curare? Cosa significa Guarire ?

La vera Cura porta alla Guarigione. Che significa Guarire?

La cura la fa qualcun altro, la Guarigione nasce solo da DENTRO. Non esiste nessuno che mi possa Guarire. Studiosi ben documentati sono giunti a chiedersi se in definitiva non sia il farmaco o nemmeno il rimedio naturale che guarisce, ma in definitiva sempre l’energia guaritrice della persona, mobilitata e tonificata dalla cura. Proprio quella “Vis medicatrix naturae” rigettata con tanto orrore dalla medicina come concetto “non scientifico”: La parte più sospettosa di me sospetta che questo in realtà  sia dipeso e dipenda dal fatto che ascrivere la guarigione all’Energia di guarigione intrinseca ad ogni organismo vivente… toglie potere al medico !

Perfino Gesù, dopo un miracolo (e il miracolo è forse l’evento nel quale, più che in ogni altro, pensiamo che la persona venga guarita)  insisteva: “LA TUA FEDE ti ha salvato”

Allora, che significa Guarire?

Abbiamo visto prima che l’Universo è uno…

Allora Guarire è andare verso l’Unità, verso la COSCIENZA di UNITA’.

Ve ne do alcuni spunti.

Nella tradizione giudaico-cristiana la personificazione del Male è il “Diavolo” (diaballo= divido) Il Diavolo è il Principio di Divisione (basta ricordarne l’effetto nel racconto di Adamo ed Eva).

Psiche: Le peggiori malattie mentali sono quelle “Dissociative” (schizofrenia = dissociazione mentale). L’Autismo è una situazione in cui il bambino vive nell’isolamento (Autos = da solo)
Ma anche nelle minori (ansia, depressione) c’è esperienza di solitudine.

Disturbi della personalità: Dipendenze. L’oggetto della dipendenza è qualcosa di diverso, di staccato, vissuto come particolare, “qualcosa a parte”. Chiedete a un tossicodipendente se non è così, ma anche semplicemente a qualcuno attaccato al vino, alla birra, alle sigarette, al cioccolato o…ad una persona ! (non c’è  molta differenza, in fondo!)

Cellule cancerose: cellule che crescono e si moltiplicano per conto loro, “dissociate” dal resto dell’organismo (visione tradizionale)

Ma anche nella visione di Hamer si arriva alla malattia quando un conflitto è vissuto in solitudine, quindi divisi dagli altri.

Una parte del corpo ammalata è “diversa” dalle altre. Una zona dolente è “diversa”; quando il dolore scompare la zona dolente ridiventa “normale” cioè come tutte le altre “integrata”).

La sensazione di benessere pieno è uno stato in cui tutte le nostre potenzialità ed espressioni sono integrate (integro = intero)

Ancora Gesù: “…ma voi siate interi come il padre vostro che è nei cieli” (la traduzione “siate perfetti” è errata; la parola originale significa “integri, interi”). La vita nasce da una unione fra due persone e subito dopo fra due delle loro cellule; l’Esistenza ha previsto che durante questa unione (ri-unione dei due Poli maschile e femminile) si sperimenti uno dei più grandi piaceri. Una delle esperienze più dolorose della vita è la separazione da una persona amata.. Fa soffrire tutto ciò che divide (Principio di Divisione).

Torniamo al “guarire”

Spesso noi non vogliamo “Guarire”. Vogliamo che qualcuno ci tolga dei sintomi

Spesso prima di un miracolo Gesù chiede: “Ma tu vuoi guarire ?”

Ippocrate diceva: “Prima di curare una persona bisognerebbe sapere se è disposta a guarire”

Guarire è guarire da una o più “malattie”? E’ guarire dal mal di testa o dall’asma?

 Ma prima o poi … muoio. E allora?

Anche qui:   Secondo la nostra mentalità la morte è una separazione dai viventi; però:  posso morire con una sensazione di disperazione, di solitudine

Posso morire  con una esperienza di Unione, di Fusione col Tutto

Meglio ancora sarebbe VIVERE in una coscienza di Unione, di fusione col Tutto

Quando Gesù prega il Padre (ci sarebbe molto da dire su questa parola “Padre” nel senso di Dio)  dice: “Affinché siano UNA COSA SOLA”.

Siddharta : “ … e lo stesso sorriso fioriva ora sul viso di Siddharta mentre il suo io  confluiva nell’Unità “

Questa è la completa, totale, definitiva guarigione…

Misticismo? Espressione figurata per  visionari? Se leggete “Tutto è uno” (ma anche “Il Tao della Fisica”) scoprirete che  questo essere “Una cosa sola” sembra essere una realtà molto, molto concreta, al di là della nebbia di illusoria separatezza nella quale siamo immersi, e che ottenebra il nostro sentire. Questo dunque è Guarire, anche ad un livello meno completo e definitivo (il nostro): andare verso l’Unità.

 Come si può dunque guarire? Certo con la Fede, in tutti i sensi di questa parola. Anche la Religione, che ne è l’espressione “codificata” o “ritualizzata” significa etimologicamente “riunire”

Ma anche tante altre cose…

Il percorso dalla Divisione (mente duale) all’Unità o Coscienza di Unità vuol dire: dal percepire gli opposti a percepirli complementari a percepire l’unità che li racchiude…

Può aiutarci anche l’Arte. Perché l’Arte ? perché parla alla parte intuitiva, analogica, NON alla parte logica di noi. L’arte unifica, è una esperienza non-logica o meta-logica. Il godimento artistico è una esperienza unitaria, totalizzante: mi sento una cosa sola con l’opera d’arte.E vi è un’altra funzione unificante dell’arte, forse apparentemente meno elevata ma in fondo non meno importante: da sempre gli artisti si sono confrontati, imitati, al limite copiati al di là delle barriere e degli Stati di potere.

L’espressione più alta dell’Arte che cura – e al limite Guarisce - è quella in cui il Bello si fonde col Vero: il SIMBOLO (Simboli della Geometria Sacra) Il simbolo suggerisce al di là delle parole, del pensiero analitico che divide…

Il SIMBOLO unifica:  SIMBOLO deriva dal greco “Syn” che significa “Insieme”

Le forme della Geometria Sacra  CURANO perché elevano la Coscienza verso uno stato di Unità, di Totalità (Templi sacri, Piramide, Icone, Gioielli Sacri ecc.) Chi “sente” questo sperimenta direttamente che una costruzione di Geometria Sacra crea un senso di unità, oltre che di elevazione.

Ora si dà il caso che l’Elemento che più di tutti unifica sia lAcqua, elemento, guarda caso, archetipicamente Femminile

Che c’entra l’Acqua? C’entra  perché l’Acqua è l’elemento unificante per eccellenza:

In Ayurveda l’Energia di coesione (Kapha) è associata all’elemento Acqua. L’Acqua accoglie ogni genere di informazioni, pur restando sempre Acqua. V. cristalli d’acqua di Masaru Emoto).

L’acqua scioglie una sostanza che diventa inseparabile dall’acqua stessa. Immersi nell’acqua ci si sente più uniti; toccando un altro corpo sott’acqua si percepisce meno la distinzione fra sé e l’altro

L’Acqua ghiacciata crea forme geometriche che sono “opere d’Arte” e  Simboli… e così…il Cerchio si chiude!

Dunque, se  TUTTO E’ UNO,  siamo “malati” finché non arriviamo a questa Consapevolezza

    Fin che la Medicina resterà attestata  su un modello che divide, che frammenta, che ignora la componente esistenziale cioè spirituale, finchè si occuperà solo di “malattie” indipendenti una dall’altra e non se ne chiederà il senso evolutivo non potremo compiere sostanziali progressi.  

Solo recuperando l’Unità a tutti i livelli potremo integrare tutte le risorse diagnostico-terapeutiche disponibili, fare tesoro delle conoscenze del passato, sviluppare verso le persone da curare un atteggiamento di autentica “Com-passione”  non in senso emotivo-sentimentale, ma nel senso di una genuina attenzione e cura verso tutte le dimensioni della Persona Umana.

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